
Della parola oliva/o nel vocabolario sardo, ci sono varianti del fitonimo oliva, uliva e oliba in riferimento alle piante d’ulivo coltivate.
La parola ozastru-ollastu è invece riferita alle specie selvatiche ma nulla esclude che anche queste, in passato, venissero usate in Sardegna per produrre l’olio (ozu o ollu).
I vocaboli citati derivano dal latino e dimostrano che la coltivazione dell’olivo in Sardegna era praticata quantomeno all’epoca dei Romani: la storia dell’ulivo in Sardegna quindi non solo è secolare ma affonda le sue radici in epoche più remote, addirittura pre-latine.
Dimostrerebbero ciò alcuni toponimi sardi dove l’accento tonico cade sull’ultima vocale, non trovando riscontro nella lingua latina, esattamente come:
– Olevà (Buddusò)
– Olloè (Villagrande Strisaili)
– Olobò (Urzulei)